IL RESPIRO

La respirazione è la nostra vera ancora, è ciò che ci lega al nostro corpo e ci dice se veramente siamo presenti. Ogni volta che durante la meditazione perdo il legame con il respiro, vuole dire che sono altrove. Esso ci aiuta a non perdersi dietro ai nostri pensieri, alle distrazioni.

Seguire il respiro, rapportarsi a lui, è veramente essere legati alla vita. Il respiro è la vita. Se non respiriamo, muoriamo.

Come dice Marie-Laurence Cattoire in “Vive La Méditation - Les bases pour mieux vivre au quotidien” (LEDUC.S Éditions, 2017, pagg 40-41)

“Allenarsi a portare l’attenzione alla nostra respirazione è una bella maniera di armonizzarci alla vita; è un bel modo di collegarci al suo ritmo. Il ritmo del respiro ci collega al ritmo del mondo. È’ ciò che apprendiamo meditando.
Ci posiamo, imparando ad abitare meglio il nostro corpo e poi portiamo l’attenzione al nostro respiro. E a che cosa, in fondo, portiamo attenzione? Alla vita in noi. Rimaniamo immobili per percepire meglio il movimento della vita in noi.
L’attenzione alla respirazione è un esercizio formidabile, poiché essa si appoggia su di un movimento continuo ma sempre differente, quello del soffio. Nella meditazione, si porta l’attenzione alla sua respirazione senza modificarla o manipolarla; si osserva piuttosto come essa è: corta, lunga, calma, irregolare, addominale, nasale, attraverso la bocca, l’aria è calda o fredda.” … “Portando attenzione a qualcosa che non è fisso, si apprende poco a poco la flessibilità, si sviluppa un’attenzione vivente, il respiro diviene come un punto di repere che è sempre in movimento, come la fiamma leggermente vacillante di una candela”. … “Un’altra qualità dell’attenzione alla respirazione è che essa ci fa poco a poco scoprire l’incessante scambio che avviene tra il nostro corpo, il nostro essere e il mondo esterno”. … “Si potrebbe dire che noi respiriamo la vita, noi respiriamo la presenza, noi respiriamo il mondo. Si tratta di onorare la vita in sé, il mondo in sé. Grazie a ciò, possiamo permetterci di dimenticarci di noi durante il tempo della pratica: non sono più IO che respiro - è il respiro che prende posto in me. È una bella maniera di liberarsi dall’angoscia.”


Potremo dire che meditare è respirare, è imparare a respirare e a sentire che la vita si fa in noi.

Portare l’attenzione al nostro respiro può aiutarci a vedere anche qual’è lo stato della nostra mente. Quando la mente è assalita da pensieri e preoccupazioni, ecco che il nostro respiro si fa più corto e superficiale, mentre se sono rilassato, il mio respiro sarà più ampio.

Durante la pratica della meditazione è consigliato di accordare un’attenzione leggermente più prolungata all’espirazione, poiché ad essa è collegato un senso spontaneo di lasciare la presa.

“Ad ogni espirazione, il soffio esce. Lasciatevi portare da lui. Il soffio si dissolve nello spazio. Scioglietevi con lui. Scioglietevi. Ancora e ancora. L’inspirazione segue naturalmente”. (F. Midal, “Pratique de la Méditation”. Le Livre de Poche,2012)

È preferibile non cercare di osservare il vostro respiro, ma come dice Midal: “Cercate piuttosto di fare uno connesso. Di essere interamente il vostro soffio. La respirazione, colui che respira e l'atto di respirare, sono così, in qualche modo, «unificati».” (F. Midal, “Pratique de la Méditation”. Le Livre de Poche, 2012)