REBECCA PARENTI

rebecca Posso dire che la mia vita sia stata e sia tutt’ora, un’ininterrotta ricerca che ha preso le mosse dal bisogno di avvertire in me quell’alito di vita che ci fa divenire esseri viventi, come detto in Gen. 2, 7: “Allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente”.
Di seguito i punti salienti di questa mia ricerca.

Sono nata a Firenze nel 1963 e ho vissuto in questa città fino alla fine del Liceo. Dopo la Maturità Scientifica, e dopo un paio di anni a Milano, dove ero andata per studiare Medicina Veterinaria, mi sono trasferita a Pisa. Qui, nel 1991, sono riuscita a laurearmi e ad ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione di Medico Veterinario.

Ho continuato ancora a studiare e dopo aver conseguito il titolo di Dottore di Ricerca, ho persino preso un Diploma di Specializzazione. Nel frattempo ho pubblicato alcuni lavori scientifici e ho partecipato a vari congressi, anche come relatrice.
Sembrava che il mio futuro fosse chiaramente tracciato: la carriera universitaria.
La mia vita era fondata su collezionare titoli e “bollini”, per diventare un giorno, chissà quando, professore universitario, vale a dire “qualcuno”. Col tempo ho realizzato che quella però non era la vita che volevo, che non sarei stata felice in quel tipo di vita, forse mi sarei addirittura potuta ammalare.

Ho così deciso di lasciare l’Università e di aprire uno spazio tutto mio, dove poter curare i piccoli animali. In questo ruolo di Medico Veterinario ho “resistito” per 7 anni, durante i quali ho anche svolto un lavoro psicologico personale e mi sono interessata alla psicoanalisi junghiana.

Nel 2004 (a 41 anni, età fatidica per Jung!) avvertivo che ciò che facevo non aveva più alcun senso per me e ho cominciato a cercare qualcosa, anche se non sapevo ancora chiaramente cosa fosse. Ho iniziato ad interessarmi alle Sacre Scritture, sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, al di là del loro significato religioso, guardando ad esse come alla sorgente narrativa a cui attingere per capire aspetti della psiche umana. Le letture psicoanalitiche del passato e dell’allora presente (in particolare M.L. von Franz e E. Drewermann) mi hanno aiutato ad entrare in questi Sacri testi e ad orientarmi nei simboli e nei miti presenti nella Bibbia.

Dal 2004 al 2007 ho frequentato la facoltà di Scienze e Tecniche Psicologiche dell’Università LUMSA di Roma, dove ho dato numerosi esami, sperando di poter trovare, nella Psicologia, la mia strada. Ma l’impostazione esageratamente scientifica e riduttiva che a mio avviso ha assunto la psicologia odierna, che lascia ben poco spazio al mistero dell’umano, mi ha lasciato solo con un gran senso di vuoto e di aridità.

Nel 2008 ho avuto modo di fare un’esperienza molto importante: gli Esercizi Spirituali Ignaziani, ideati da Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, meglio nota come Gesuiti. Qui ho potuto sperimentare e gustare momenti indimenticabili, che mi hanno aperto gli occhi su me stessa e sul senso del mio essere al mondo. Questa esperienza mi ha fatto entrare, per la prima volta nella mia vita, in una dimensione nuova: la dimensione del Silenzio.

Il bisogno di vivere la dimensione del Silenzio mi ha naturalmente portato alla meditazione, dapprima in ambito cristiano.
Cercavo un approccio non buddista alla meditazione, perché sentivo che prima di rivolgermi ad altre tradizioni religiose era importante per me approfondire quella che appartiene alla mia cultura. Sapevo che nella Chiesa delle origini, i Padri del deserto praticavano la meditazione e che la meditazione non è una pratica esclusivamente orientale, ma è ben radicata nella nostra tradizione. Se pensiamo ai profeti dell’AT e a Gesù stesso quando si ritirava in solitudine, non erano forse questi esempi di meditazione?!

In questi anni ho praticato la meditazione, senza seguire alcun guru o alcun maestro, dapprima con l’ausilio dei Vangeli, come indicato dal metodo ignaziano, poi sempre più rimanendo in silenzio.

Dal 2012, al fine di capire qualcosa di più sulle Scritture, ho studiato e sto ancora studiando Ebraico Biblico.

Da circa due anni ho incontrato l’approccio proposto da Fabrice Midal, fondatore dell’École Occidentale de Méditation, che insegna una forma di meditazione laica e si ispira agli insegnamenti di Chögyam Trungpa.


In questo tipo di proposta mi ci ritrovo, avverto un forte senso di libertà, perché niente viene imposto, non vi sono moralismi e soprattutto ciò che mi appassiona è l’attenzione che il suo insegnamento presta al corpo e al contatto che possiamo recuperare con esso.

Ho iniziato a partecipare agli stages formativi che propone l’École e al momento mi sembra di aver trovato, non qualcosa a cui aderire, ma qualcosa che veramente mi insegna a lasciarmi vivere, così come sono, ad accogliere con benevolenza questo mio essere, al di là dei condizionamenti e delle maschere che sino ad ora ho portato.

In questo mio cammino, dal 2015 ho iniziato a prendere lezioni di Violoncello e ho scoperto che anche questa è una via per imparare ad essere presenti a sé stessi e per sentire quel soffio che ci fa essere viventi e palpitanti.

Dal 2016 mio marito ed io abbiamo dato vita al Centro L’Armonia, nel quale collaboro nel diffondere la pratica della meditazione, ispirandomi al lavoro di Fabrice Midal.