I SEMI DELLA MEDITAZIONE

di Federico Iallorenzi


Avvicinarsi alla pratica della meditazione è come ripercorrere i passi della parabola del seminatore, di cui Gesù ci parla nei Vangeli. I semi rappresentano il messaggio di apertura alla vita e al presente, che l’esperienza della meditazione può far fruttificare dentro di noi; i terreni su cui cadono i semi, invece, sono le diverse disposizioni d’animo che ognuno può avere nel suo approccio alla meditazione.

Così, i semi che cadono lungo la strada e vengono divorati dagli uccelli ricordano i primi momenti in cui ci si avvicina alla meditazione: ne veniamo a conoscenza, ma non la prendiamo in considerazione, perché ci sembra inutile per la nostra vita, una perdita di tempo che non ci aiuterà a raggiungere gli obiettivi che la società ci indica ossessivamente di raggiungere.

La parte di semi che “cadde fra i sassi, dove non c’era molta terra, e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo; ma quando si levò il sole restò bruciata e, non avendo radice, si seccò” (Mc 4, 5-6) è come il nostro animo dopo poche esperienze di meditazione; capiamo che la meditazione ci parla di un qualcosa che può essere interessante per noi, ma la vediamo ancora con occhi distorti, viziati da tante aspettative, come un “farmaco” che ci può rendere felici; perciò non ne comprendiamo il profondo valore e, alla prima difficoltà, ce ne allontaniamo.

Un’altra parte di semi “cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto” (Mc 4, 7). Questi semi assomigliano a noi quando riusciamo ad ascoltare il messaggio della meditazione, ad aprirci alla pienezza che ci comunica; ma poi tutto questo viene “soffocato” dai pensieri riguardanti la vita di tutti i giorni, dai nostri schemi su ciò che dobbiamo e non dobbiamo fare, dalle nostre agende o tabelle di marcia a cui in fondo non vogliamo rinunciare. Questo ci impedisce di portare nella vita di tutti i giorni ciò che impariamo e ascoltiamo meditando.

Infine, una parte dei semi “cadde sulla terra buona, diede frutto che spuntò e crebbe” (Mc 4, 8). Questo è ciò che semplicemente accade quando riusciamo a dare valore alla pratica del meditare, a riconoscerla come importante per noi e per la nostra vita; accogliamo la volontà di praticare con regolarità, ascoltiamo le sensazioni, le immagini e i valori che la meditazione ci fa sperimentare e siamo in grado di portare questa esperienza nella vita di tutti i giorni, lasciando che sia la meditazione ad indicarci la via che sentiamo di voler seguire…

…comprendiamo non solo che la nostra vita è importante nella meditazione, ma anche che la meditazione è importante nella nostra vita!